Presentando la dichiarazione con il modello 730/2025, anche attraverso un supporto CAF – ad esempio quello del CAF ACLI – è possibile ottenere la detrazione delle spese d’affitto sostenute esclusivamente per un immobile adibito ad abitazione principale.
La normativa fiscale oggi distingue cinque diverse casistiche di detrazione, che mutano in funzione del soggetto richiedente e – soprattutto – in base al reddito complessivo percepito nell’anno d’imposta.
E se il contratto di locazione è intestato a più soggetti, ognuno di essi può esercitare la detrazione pro quota, ossia in base alla quota del canone che gli compete e in funzione del proprio reddito individuale.
Contratti a canone libero
La prima situazione è quella degli inquilini a basso reddito che hanno un contratto di locazione stipulato o rinnovato ai sensi della legge 431/1998. In questi casi:
- se il reddito complessivo non supera € 15.493,71, la detrazione è pari a € 300;
- se il reddito complessivo è superiore a € 15.493,71 ma non eccede € 30.987,41, la detrazione ammonta a € 150;
- se il reddito complessivo supera € 30.987,41, non spetta alcuna detrazione.
Importante: il beneficio si applica anche se il contratto era automaticamente prorogato prima dell’entrata in vigore della legge 431/1998, per effetto dell’art. 2 comma 6, o se nel contratto non si fa riferimento esplicito alla legge stessa.
Contratti a canone concordato
Se invece il contratto di locazione è stipulato sulla base di accordi territoriali tra le organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori (i cosiddetti contratti “concordati”), allora la detrazione cambia:
- € 495,80 se il reddito complessivo è ≤ € 15.493,71;
- € 247,90 se il reddito è > € 15.493,71 e ≤ € 30.987,41.
Giovani che vivono in affitto
Vi è poi la casistica dedicata ai giovani: dal 1° gennaio 2022 (e dunque applicabile per le dichiarazioni 2023/2024/2025) è prevista una detrazione per i locatari che abbiano un’età inferiore ai 31 anni, non compiuti.
Le condizioni distintive: l’immobile deve essere adibito a residenza del giovane, l’affitto può riguardare anche solo una porzione dell’immobile (non necessariamente l’intera unità), e il contratto deve essere stipulato prima del compimento del 31° anno d’età.
La detrazione è pari al 20% del canone annuo, fino a un massimo di € 2.000, con un importo minimo garantito di € 991,60 per chi rispetta il limite reddituale di € 15.493,71. La detrazione può essere fruita per i primi quattro anni dal contratto.
Trasferimento della residenza per motivi di lavoro
Un’altra ipotesi riguarda i lavoratori dipendenti che trasferiscono la propria residenza nel Comune in cui lavorano (o in uno adiacente), purché tale Comune sia almeno 100 km distante dal precedente e in regione diversa da quella di origine. In questi casi la detrazione è:
- € 991,60 se il reddito complessivo è ≤ € 15.493,71;
- € 495,80 se il reddito complessivo è tra € 15.493,72 e € 30.987,41.
Il beneficio può essere utilizzato nei primi tre anni dal trasferimento della residenza.
Studenti universitari fuori sede
Infine, gli studenti universitari fuori sede possono beneficiare di una detrazione pari al 19% delle spese di locazione, su un importo massimo di € 2.633 annui (quindi un rimborso massimo di circa € 500).
I requisiti: l’immobile deve trovarsi nel Comune dell’università o in uno dei comuni limitrofi, l’università deve essere almeno 100 km distante dal comune di residenza dello studente, oppure in altra provincia. Sono inclusi anche i contratti di ospitalità, assegnazioni in godimento o locazioni stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi, cooperative senza fine di lucro. Non sono ammessi i contratti di sublocazione.
Altri aspetti pratici
- Le detrazioni non sono cumulabili: il contribuente deve scegliere quella che conviene di più. Tuttavia, se nell’anno si verificano più condizioni agevolabili, si può applicare più di una detrazione su periodi diversi.
- La detrazione va indicata nel modello 730/2025 con i codici e nei righi previsti dall’Agenzia delle Entrate: ad esempio, rigo E71 per la maggior parte delle detrazioni affitto, codice 1 per canone libero, codice 2 per canone convenzionato, codice 4 per giovani.
- È fondamentale conservare la documentazione: contratto di locazione registrato, autocertificazioni di residenza, attestazioni di conformità del contratto (nel caso di canone convenzionato “non assistito”).
- In caso la detrazione spettante superi l’imposta lorda diminuita delle altre detrazioni, viene riconosciuto un credito d’imposta pari alla quota non utilizzata.



