tutte le informazioni necessarie per avviare l’attività in modo semplice e conforme alle normative vigenti. Cosa prevede la legge, quali sono gli adempimenti indispensabili e le migliori strategie per avere successo in questo settore in crescita.
Questa guida ti accompagna passo dopo passo se vuoi avviare un’attività di affitti brevi: scoprirai cosa prevede la normativa, quali adempimenti sono obbligatori, a cosa stare attento e come organizzare la gestione per rendere l’investimento sicuro, corretto e redditizio.
Cos’è un affitto breve e perché può interessarti
Gli affitti brevi sono locazioni di immobili ad uso abitativo per brevi periodi — solitamente fino a 30 giorni consecutivi — pensate per soggiorni temporanei. La normativa che disciplina questa tipologia di locazione in Italia fa riferimento all’art. 4 del Decreto‑Legge 50/2017, convertito con modificazioni nella legge 96/2017.
Questo modello si differenzia dagli affitti a lungo termine o dalle locazioni turistiche professionali per la sua flessibilità: permette di ottenere un reddito extra, di case in affitto, senza gli oneri di un contratto tradizionale di lunga durata. È spesso scelto da chi vuole:
- dare reddito a una seconda casa o un appartamento poco usato;
- garantire flessibilità temporale;
- usare portali online come strumenti di gestione e promozione.
Cosa dice la normativa: regole attuali da conoscere
Durata e contratto
- Un affitto breve è pensato per locazioni fino a 30 giorni per singolo soggiorno.
- In linea generale non è obbligatoria la registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate, salvo che non si superino i 30 giorni complessivi annui con lo stesso ospite, perciò è necessario comprendere il diritto di recesso nel contratto di affitto.
Chi può offrire affitti brevi
- Tipicamente privati che non operano come impresa (non è un’attività ricettiva professionale).
- Non è previsto che l’immobile sia usato come struttura alberghiera se l’attività è “occasionale” e rientra nel limite previsto.
Nuovi obblighi dal 2024–2025
Negli ultimi anni la normativa è cambiata, con l’introduzione di nuovi obblighi per chi propone affitti brevi:
- Ad ogni immobile va associato un Codice Identificativo Nazionale (CIN), da ottenere tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR).
- Il CIN va segnalato: sia come identificativo dell’immobile “fisico” (quando richiesto), sia in ogni annuncio pubblicato su portali o siti web.
- È aumentato il focus su obblighi di sicurezza: in molti casi servono estintori, rilevatori di gas/monossido e altri dispositivi a norma per garantire la sicurezza degli ospiti.
- Se l’attività diventa continuativa o riguarda più immobili, alcuni Comuni possono richiedere la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).
Passaggi concreti per iniziare nel modo corretto
Ecco cosa fare se decidi di avviare un’attività di affitti brevi:
- Controlla le regole del Comune — ogni Comune può avere regolamenti specifici per affitti brevi: verifica se sono previste restrizioni, limiti, oppure se va fatta una comunicazione.
- Richiedi il CIN (se obbligatorio, come nella maggior parte dei casi attuali) e annotalo: questo renderà l’immobile regolare e tracciabile.
- Prepara l’immobile a norma: valuta eventuali obblighi per la sicurezza (estintori, rilevatori, dispositivi antincendio o antigas, se richiesti).
- Registra ospiti e comunica arrivi: anche se non sempre si tratta di struttura alberghiera, è spesso obbligatorio comunicare i dati degli ospiti alle autorità competenti (ad esempio tramite “Alloggiati Web”).
- Definisci il regime fiscale: valuta la modalità di tassazione (vedi paragrafo successivo), e compila correttamente la dichiarazione dei redditi.
- Gestisci con cura l’annuncio e la comunicazione: indica tutti i dati richiesti (CIN, capienza, regole della casa, servizi offerti, eventuali oneri extra: pulizia, tassa di soggiorno, ecc.).
- Mantieni lo standard dell’alloggio: pulizia, manutenzione, accoglienza e trasparenza sono fondamentali per attrarre ospiti e raccogliere recensioni positive.
Tassazione: cosa cambia e cosa sapere (2025–2026)
La fiscalità degli affitti brevi è uno degli aspetti più critici, e negli ultimi due anni ha subito modifiche importanti:
- Fino a pochi anni fa, l’opzione più usata era la Cedolare secca con aliquota del 21%, per affitti brevi effettuati da privati.
- Tuttavia, per chi possiede più immobili o gestisce più locazioni la legge e le bozze più recenti prevedono un’aliquota maggiore (fino al 26%).
- Se gli affitti sono gestiti tramite portali o intermediari (OTA: online travel agency), in alcuni casi la ritenuta d’acconto da parte della piattaforma può diventare obbligatoria.
- Altro aspetto importante: è obbligatorio dichiarare tutti i redditi derivanti dagli affitti brevi, anche se percepiti tramite piattaforme.
In sintesi: valuta con attenzione quante proprietà affitti, con quale frequenza, e tramite quali canali — questo influirà notevolmente sul carico fiscale.
Vantaggi e limiti: perché conviene (ma serve preparazione)
Vantaggi
- Flessibilità e potenziale di guadagno extra grazie a locazioni brevi.
- Possibilità di sfruttare immobili inutilizzati o seconde case.
- Gestione semplificata rispetto a contratti lunghi o attività alberghiere.
- Adattabilità: ideale per chi ha un immobile in zona turistica o in una città con domanda di alloggi temporanei.
Limiti / Attenzione
- Obblighi normativi e burocratici (CIN, eventuale SCIA, comunicazione ospiti, dispositivi di sicurezza).
- Tassazione variabile: se hai più immobili o usi piattaforme, l’imposta può crescere.
- Responsabilità legale e assicurativa — l’immobile deve essere a norma, e tu devi rispettare le regole.
- Variabilità del mercato turistico: stagionalità, domanda variabile, concorrenza.
Perché e quando conviene avviare affitti brevi
Un’attività di affitti brevi può essere un’opportunità concreta se:
- l’immobile si trova in una zona con alta domanda di alloggi temporanei (vicina a città d’arte, università, zone turistiche);
- sei disposto a gestire le prenotazioni, la manutenzione, la comunicazione e, se serve, i servizi di pulizia/ricambio biancheria;
- vuoi guadagnare con flessibilità, senza vincoli di lunga durata con un solo inquilino.
Se invece cerchi stabilità a lungo termine, locazioni con reddito fisso, o hai un immobile residenziale “classico”, un affitto tradizionale potrebbe risultare più adatto.
Gli affitti brevi continuano a rappresentare un’opportunità interessante — ma oggi, con le normative in evoluzione, è fondamentale essere ben informati e rispettare le regole per questo ti ho riservato una guida completa sugli affitti brevi in condominio.
Se decidi di partire:
- controlla le regole locali e richiedi subito il CIN;
- verifica che l’immobile sia a norma;
- valuta attentamente regime fiscale e costi;
- prepara un annuncio trasparente, con tutte le informazioni necessarie.


