Il calcolo del canone concordato rappresenta uno dei nodi principali nella gestione dei contratti di locazione a canone agevolato. La normativa italiana, attraverso le leggi n. 431/1998 e successive modificazioni, disciplina con precisione il meccanismo che regola la determinazione del canone in base all’accordo territoriale sottoscritto tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini.
In termini pratici, il canone concordato permette di ottenere un equilibrio tra esigenze del locatore e tutela dell’inquilino, favorendo soluzioni contrattuali sostenibili in contesti urbani a forte pressione abitativa. Questo strumento giuridico non solo garantisce la certezza del reddito al proprietario, ma consente anche di accedere a agevolazioni fiscali canone concordato, tra cui riduzioni IMU e cedolare secca agevolata.
Cos’è il canone concordato e perché conviene
Il canone concordato è un canone di locazione determinato in base a criteri stabiliti dagli accordi territoriali. Questi ultimi vengono stipulati a livello provinciale e regionale, secondo quanto previsto dall’art. 2 della Legge 9 dicembre 1998, n. 431:
“Gli accordi territoriali determinano criteri e parametri per la stipula di contratti di locazione a canone concordato, individuando fasce di valore riferite alla tipologia e alla zona dell’immobile.”
I principali vantaggi per il locatore e l’inquilino includono:
- Per il locatore: tassazione ridotta con la cedolare secca al 10% sul canone concordato; possibilità di stipulare contratti a lungo termine con maggior stabilità economica.
- Per l’inquilino: canoni più accessibili rispetto al libero mercato; tutela contrattuale e diritto di prelazione alla proroga del contratto.
L’adozione del canone concordato è particolarmente vantaggiosa nelle grandi città o nelle zone dove la domanda abitativa supera l’offerta, favorendo la rotazione equilibrata degli alloggi e l’accesso a soluzioni abitative economicamente sostenibili.
Come calcolare il canone concordato
Il calcolo del canone locazione accordo territoriale si basa su parametri definiti dall’accordo territoriale, che indicano:
- Tipologia dell’immobile: bilocale, trilocale, quadrilocale ecc.
- Zona di ubicazione: il territorio viene suddiviso in fasce, in base alla densità urbana e alla richiesta abitativa.
- Superficie utile calpestabile: metri quadrati effettivi dell’immobile, esclusi balconi e pertinenze non abitabili.
- Servizi accessori: box, cantina, posto auto, giardino.
La formula base per il calcolo è:
Canone annuo concordato = Superficie utile (mq) × Valore base/mq indicato nell’accordo territoriale × Coefficienti correttivi
I coefficienti correttivi tengono conto di fattori quali l’esposizione dell’immobile, lo stato di manutenzione e la presenza di comfort aggiuntivi. Per comodità, la maggior parte dei comuni pubblica una tabella canone concordato aggiornata annualmente, consentendo di determinare rapidamente il canone mensile da applicare.
Tabella esempio canone concordato (zona urbana media)
| Tipologia immobile | Fascia zona | Valore €/mq | Superficie (mq) | Canone annuo (€) | Canone mensile (€) |
| Bilocale | A | 7,50 | 55 | 4.950 | 412,50 |
| Trilocale | B | 6,80 | 70 | 5.720 | 476,67 |
| Quadrilocale | C | 6,00 | 90 | 5.400 | 450,00 |
La tabella è puramente esemplificativa e i valori devono essere verificati con l’accordo territoriale vigente nella propria città o provincia.
Domande frequenti sul calcolo del canone concordato
Chi desidera stipulare un contratto a canone concordato si interroga spesso su alcune questioni chiave. Tra le più comuni:
- Come verificare il valore €/mq aggiornato per la propria zona?
Gli accordi territoriali vengono pubblicati dai comuni e dalle province; è possibile consultarli anche online sui siti istituzionali o presso gli uffici URP. - Quali agevolazioni fiscali sono applicabili?
La Legge 9 dicembre 1998, n. 431, art. 2, comma 3 prevede la possibilità di applicare la cedolare secca al 10% sui contratti a canone concordato. Ulteriori benefici riguardano la riduzione dell’IMU sugli immobili locati secondo tali criteri. - Come si calcolano i coefficienti correttivi?
Vengono applicati secondo quanto stabilito nell’accordo territoriale, variando in funzione di pertinenze, stato manutentivo, esposizione e presenza di comfort come aria condizionata, giardino o terrazzi.
Agevolazioni fiscali sul canone concordato
L’adozione del canone concordato comporta significative agevolazioni fiscali. Le principali includono:
- Cedolare secca ridotta al 10% sul canone annuo, rispetto al 21% previsto per i contratti a canone libero.
- Riduzione IMU per gli immobili locati secondo l’accordo territoriale.
- Detrazioni fiscali per spese di manutenzione straordinaria e ristrutturazione dell’immobile locato.
Tali benefici sono disciplinati dalla Legge 9 dicembre 1998, n. 431, dagli aggiornamenti della Legge 27 dicembre 2019, n. 160 e da regolamenti locali che definiscono le modalità operative per la loro applicazione.
Calcolare il canone concordato non è solo un obbligo contrattuale, ma una scelta strategica che offre vantaggi economici sia al locatore sia all’inquilino. Conoscere le tabelle canone concordato, applicare correttamente i coefficienti e sfruttare le agevolazioni fiscali canone concordato consente di stipulare contratti trasparenti e sicuri.
Prima di ogni stipula è essenziale verificare l’accordo territoriale vigente, aggiornare i valori €/mq e calcolare in modo preciso le superfici utili. In tal modo si ottiene un equilibrio tra reddito del proprietario e accessibilità per l’inquilino, promuovendo una locazione sostenibile e vantaggiosa per entrambe le parti.


