Cos’è il Canone Concordato
L’affitto a canone concordato, conosciuto anche come canone calmierato, è una tipologia di locazione regolata dalla Legge 431/1998.
Il canone viene determinato attraverso accordi locali tra associazioni di proprietari e di inquilini, fissando un prezzo più basso rispetto al mercato libero.
Scopo: rendere la casa accessibile a chi cerca un affitto sostenibile e incentivare i proprietari a mettere a disposizione i propri immobili.
Vantaggi del Canone Concordato
- Per i proprietari:
- sgravi fiscali significativi;
- riduzione della tassazione sui redditi da locazione;
- sconto su IMU e TASI.
- Per gli inquilini:
- canoni più bassi rispetto al mercato;
- maggiore accessibilità abitativa.
Agevolazioni fiscali principali
La tassazione agevolata dipende dal regime fiscale scelto dal proprietario:
- Cedolare secca agevolata: aliquota ridotta al 10% (invece del 21% applicato ai contratti a canone libero).
- Riduzione IMU: sconto del 25% sull’imposta per gli immobili affittati a canone concordato.
Risultato: un equilibrio conveniente. Il proprietario paga meno tasse e l’inquilino accede a un affitto più sostenibile.
Requisiti di accesso
Per stipulare un contratto a canone concordato il proprietario deve:
- disporre di un immobile conforme agli standard previsti dagli accordi territoriali;
- rispettare i parametri economici fissati localmente;
- attenersi alle tariffe concordate.
Come funziona l’affitto a Canone Concordato
- Stipula del contratto – proprietario e inquilino siglano un contratto conforme agli accordi locali.
- Calcolo del canone – definito sulla base di grandezza, ubicazione e caratteristiche dell’immobile.
- Registrazione – il contratto va registrato presso l’Agenzia delle Entrate per essere valido e per accedere alle agevolazioni fiscali.
Gli Accordi Territoriali
Gli accordi territoriali sono patti locali tra associazioni di proprietari e inquilini, con il coinvolgimento dei Comuni.
Stabiliscono criteri, parametri e fasce di canone.
Ogni città ha regole proprie, calibrate sulle dinamiche del mercato immobiliare locale.
Tipologie di contratti a Canone Concordato
- 3+2 anni – durata minima 3 anni, con rinnovo automatico di altri 2.
- Transitori – da 1 a 18 mesi, per esigenze temporanee.
- Studenti universitari – da 6 mesi a 3 anni, rinnovabili fino alla fine del percorso di studi.
Regole fondamentali
- Il canone deve rispettare i parametri degli accordi locali.
- La durata contrattuale non può essere inferiore a quella stabilita dalla legge.
- La registrazione è obbligatoria per usufruire delle agevolazioni fiscali.
Il ruolo delle Associazioni di Categoria
Associazioni di proprietari e inquilini sono protagoniste:
- negoziano gli accordi territoriali;
- assistono i membri nella redazione dei contratti;
- forniscono consulenza e supporto nelle controversie.
Riferimento normativo
Il Canone Concordato è disciplinato dalla Legge 431/1998, che promuove l’uso dei contratti calmierati e definisce linee guida e principi generali.
Dove è possibile stipulare contratti a Canone Concordato
Presente soprattutto nelle grandi città e nei comuni ad alta tensione abitativa.
Tra le principali: Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Genova, Venezia, Verona, Palermo, Catania, Bari, Trieste, Padova, Brescia.
Anche molti comuni di dimensioni ridotte hanno introdotto accordi locali.
Il numero di territori coinvolti cresce costantemente.
Per informazioni aggiornate è utile rivolgersi a:
- associazioni di categoria di proprietari o inquilini;
- uffici comunali;
- portale Cucchiara Cosimo.
L’affitto a canone concordato:
- garantisce vantaggi fiscali ai proprietari;
- assicura canoni più bassi agli inquilini;
- si fonda sugli accordi territoriali e richiede la registrazione del contratto.
Con il supporto e lo strumento di calcolo canone concordato, la gestione delle locazioni risulta più semplice e trasparente.
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